Lettera al Card. Bagnasco sulla controversia causata da Calderoli

Roma, giovedì 18 luglio 2013
“Vorremmo che la Chiesa Italiana condannasse e levasse chiaramente la sua voce contro quell’atteggiamento che non si prende responsabilità dei propri atti, ma lo facesse oggi e concretamente in questo momento in cui si vuol far passare un atto di irresponsabilità istituzionale in spiacevole incidente di percorso”. È l’invito dei firmatari comboniani al Card. Bagnasco, presidente della CEI, di pronunciarsi sulla situazione che si è venuta a creare dopo le parole razziste di Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, riguardo al ministro Cécile Kyenge. Segue il testo della lettera.

SEGRETARIATO GENERALE PER L’EVANGELIZZAZIONE

LETTERA APERTA

S. E. R. Card. ANGELO BAGNASCO
Presidente della Conferenza Episcopale Italiana
Circonvallazione Aurelia, 50
00165 ROMA
                                                                                                                 Roma, 17 luglio 2013

Eminenza Reverendissima, 

Gli epiteti offensivi del vicepresidente del Senato Roberto Calderoli all’indirizzo della ministra dell’integrazione Cècile Kyenge ci ha profondamente feriti, come uomini e come missionari. Purtroppo le parole razziste del politico della Lega Nord non sono isolate. Altri commenti razzisti sono stati indirizzati contro la ministra da noti e meno noti esponenti della vita politica nazionale e locale. È un clima inaccettabile che sta avvelenando la convivenza pacifica del nostro Paese e instilla un clima di sospetto e di scontro, soprattutto in questi momenti di difficoltà economiche.

Papa Francesco a Lampedusa ci ha parlato di accoglienza e di solidarietà verso i migranti e ha chiesto perdono: parole profetiche e un gesto profetico per risvegliare le nostre coscienze intorpidite sulla sorte di tanti nostri fratelli e sorelle che fuggono dalla carestia, dalle guerre e da regini dittatoriali sostenuti da compiacenti governi del Nord e da multinazionali occidentali che, da quei governi di rapina, sono lautamente ricompensate.

La gente di Lampedusa ha offerto un esempio di solidarietà agli immigrati, come Papa Francesco ha riconosciuto, così come lo stanno offrendo migliaia di cittadini italiani che non hanno dimenticato le virtù della tolleranza e dell’accoglienza del popolo italiano che, per secoli, è stato ‘migrante’ e ha conosciuto sulla propria pelle il razzismo, il pregiudizio, la marginalizzazione.

Ora, Eminenza, vorremmo che la Chiesa Italiana richiamasse al senso di responsabilità quei politici che usano frasi razziste a scopi di consenso e di basso tornaconto elettorale; vorremmo che la Chiesa Italiana parlasse ad una voce contro questo clima di odio e di sospetto che sta avvelenando la vita politica italiana e la convivenza civile. Vorremmo che la Chiesa Italiana condannasse e levasse chiaramente la sua voce contro quell’atteggiamento che non si prende responsabilità dei propri atti, ma lo facesse oggi e concretamente in questo momento in cui si vuol far passare un atto di irresponsabilità istituzionale in spiacevole incidente di percorso. Se non oggi, quando?

È questo il nostro appello a Lei, Eminenza e, attraverso di Lei, a tutta la Conferenza Episcopale Italiana. Vorremmo che la ‘rigenerazione’ (un termine caro a S. Daniele Comboni parlando dell’Africa del XIX secolo) morale e culturale dell’Italia avesse in voi, nostri Vescovi, una guida sicura, chiara e forte.

I missionari comboniani:
P. Mariano Tibaldo
P. Jorge Garcia
P. Arlindo Ferreira Pinto
P. John Baptist Opargiw
P. Arnaldo Baritussio
P. Enrico Redaelli

___________________________________________
P. MARIANO TIBALDO
Segretario Generale per l’Evangelizzazione
Missionari Comboniani,
Via Luigi Lilio, 80
00142 ROMA
Allegati:
Lettera_a_S.E.R._Card._Angelo_Bagnasco.pdf

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